Crescita e inflazione: una tempesta al rallentatore
Negli ultimi quindici anni vi sono state varie crisi, da quella finanziaria globale del 2008-09 a quella dei debiti sovrani nell’Eurozona del 2010-11, dalla pandemia alla più recente crisi legata al rialzo dell’inflazione in molti paesi. Per certi aspetti, l’economia mondiale è oggi più resiliente, ma per altri è ancora più vulnerabile. In questo paper, l’accento viene posto sulle prospettive per la crescita economica e i tassi d’interesse, e sul loro impatto sulla sostenibilità finanziaria del debito pubblico. Lo tsunami che ha preso le sue prime mosse a partire dal 2021 potrebbe esaurirsi nel corso del 2023. Anche se apparentemente il rialzo dell’inflazione ha avuto un andamento sincrono a livello internazionale, i fenomeni sottostanti sono profondamente diversi, e questo giustifica politiche monetarie e fiscali non pienamente allineate. I debiti pubblici e privati in percentuale al PIL rimangono vicini ai massimi storici, e questo si abbina a tassi di interesse in rialzo che renderanno il servizio al debito sempre più costoso. Il forte rallentamento in corso nell’economia mondiale porterà a galla problemi specifici per l’Eurozona e per l’Italia. Probabilmente si tradurrà in una vera e propria recessione, i cui contorni al momento non sembrano essere particolarmente marcati e neppure prolungati, se i vari pezzi che costituiscono il puzzle geopolitico ed economico-finanziario mondiale riusciranno a stare insieme senza ulteriori traumi. Ma molte sono le incognite sul new normal che emergerà dopo questa fase.
| Item Type | Article |
|---|---|
| Copyright holders | © 2022 Confindustria |
| Departments | LSE > Academic Departments > European Institute |
| Date Deposited | 12 Jul 2024 |
| Acceptance Date | 01 Jan 2021 |
| URI | https://researchonline.lse.ac.uk/id/eprint/124219 |